Chi non ha provato non lo può sapere
cosa sono i morsi della povertà.
Vivere col cuore in gola ogni mattina
avere sempre troppe bocche da sfamare
e non sapere se la sera arriverà.
Prendete questo mio cugino
che lavorava giù al mulino
ora c'è una macchina a vapore
e non ha più niente da mangiare.
Vivono in sei in una stanza
non c'è che pane e la speranza
ma non basta a far dimenticare
il pianto per il freddo e per la fame.
Il figlio piccolo anche ieri
in chiesa ha rosicchiato i ceri
la più grande porta a pascolare
le pecore ma non le sa contare.
Poi quando torna giù in paese
per pochi soldi a fine mese
serve all'osteria tutte le sere
dove i contadini vanno a bere.
Chi non ha provato non lo può sapere
cosa sono i morsi della povertà.
Vivono come se fossero in prigione
ma non li ho sentiti lamentarsi mai
io, invece, al loro posto lo farei.
Musica Mite BalduzziTesto Chiara CasucciArrangiamento Emanuele Chirco