Massabielle

L'alba dell'11 febbraio 1858 annuncia un giorno di freddo e di nebbia.



 

Presso la famiglia Soubirous ci si sveglia lentamente. Al Cachot la mamma è già in piedi ed è all'opera vicino al focolare, ma nel camino non c'è più legna.
"Bera gracia dou boun Dieu", che bella grazia del buon Dio, dice allora Bernadette tra sé e sé.
Per andare a cercare legna sulle rive del fiume Gave, potrà finalmente uscire da quella stanza maleodorante, dove soffoca a causa dell'asma e dove tutta la famiglia dorme alla rinfusa.
Giunta davanti alla Grotta di Massabielle con la sorella Toinette e l'amica Baloume, succede una cosa meravigliosa. "Dopo un colpo di vento - racconta Bernadette - ho visto qualcosa di bianco, simile ad una piccola ragazza".


Nello spettacolo l'apparizione non è resa con effetti speciali straordinari, ma si riflette sul volto di Bernadette.


Ho tentato di fare il segno della croce, ma non sono riuscita: la mano mi si era appesantita. Poi è stata la ragazza a fare  il segno della croce  ed allora  anch'io sono riuscita.

Per Bernadette  l'essenziale è questo: "Una piccola ragazza, non più grande di me, bella più di tutto, che mi sorride". Bernadette è l'unica che ha visto.

Coreografia Pierluigi Grison
Musica Mite Balduzzi
Arrangiamento Lab. Musicale Walter Savelli

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